| La mammografia |
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Una mammografia: di che cosa si tratta?La mammografia di screeningLa mammografia di screening è un esame realizzato in caso d’assenza di sintomi a livello dei seni. Il suo scopo è di rilevare precocemente i segni radiografici di un cancro iniziale. Essa può essere effettuata nell’ambito di un programma di screening mammografico organizzato, con controllo qualitativo obbligatorio, oppure individualmente. La mammografia diagnosticaLa mammografia diagnostica è un esame realizzato in caso di sintomi ai seni, rilevati sia dalla donna sia all’atto di una visita medica. La mammografia è incentrata in particolare sulla zona sospetta ed è accompagnata da altri esami (palpazione, ecografia, ecc.) per determinare l’origine del sintomo. La mammografia di screening: perché? come?ObiettiviIl ricorso sistematico e regolare alla mammografia di screening è attualmente la strategia raccomandata per ridurre il numero di decessi causati dal cancro del seno. Tra il 1987 e oggigiorno quasi tutti i paesi europei hanno approntato dei programmi di screening mammografici organizzati (invito sistematico delle donne a effettuare una mammografia). La Svezia, i Paesi Bassi e l’Inghilterra hanno svolto un ruolo pionieristico in tale campo. Lo screening mammografico organizzato interessa le donne dai 50 ai 69 anni. Dopo un’applicazione pressoché decennale di tale tipo di programma, i paesi organizzatori hanno registrato nella fascia d’età interessata una diminuzione del 20 al 35% della mortalità per cancro del seno. Occorre precisare che l’ottenimento di tale risultato va attribuito all’associazione tra lo screening mammografico precoce e una serie di protocolli terapeutici efficaci. Differenti modalità di realizzazione delle mammografie di screening in Svizzera
Screening mammografico organizzato: un’esigenza di qualitàI programmi di screening mammografico sottostanno a un controllo di qualità rigoroso, effettuato su 5 livelli:
Lo screening mammografico organizzato nel mio cantone: informazioni praticheLe informazioni pratiche, specifiche per ogni programma, sono indicate dettagliatamente nelle pagine cantonali. I benefici della mammografia di screeningRassicurareSecondo le statistiche dei programmi di screening mammografico organizzati, la mammografia è un provvedimento rassicurante per il 95% delle donne che vi si sottopongono, e per le quali le lastre radiografiche non riveleranno nessuna anomalia sospetta. Per questo tipo d’indicatore di risultato, non esistono rilevamenti statistici sulle mammografie effettuate al di fuori dello screening mammografico organizzato.
Accrescere le possibilità di guarigioneSe ripetuta regolarmente ogni due anni dai 50 anni in poi, la mammografia permette di rivelare un’elevata proporzione di lesioni cancerose a uno stadio iniziale. La diagnosi precoce permette di migliorare notevolmente le possibilità di guarigione. Alleggerire i trattamenti terapeuticiLo screening mammografico precoce permette di ricorrere a dei protocolli terapeutici meno complessi, meglio tollerati dalle pazienti (chirurgia limitata al tumore, ricorsi meno frequenti alla chemioterapia).
Gli inconvenienti e i limiti della mammografia di screeningNessun test medico è infallibile. Le donne devono essere ben informate sui possibili inconvenienti della mammografia di screening, effettuata o no nell’ambito di un programma cantonale di screening mammografico organizzato, affinché possano decidere di sottoporvisi in piena consapevolezza. Falso allarme: lesione benignaLa mammografia di screening induce talvolta all’esecuzione di esami complementari, sovente immediati all’atto di una mammografia fuori programma, differiti obbligatoriamente e quindi realizzati in un secondo tempo nell’ambito di uno screening mammografico organizzato. Tali bilanci complementari (immediati o differiti) generano ansie nella paziente, ma infine sono rassicuranti. Nell’ambito dei programmi di screening mammografico, il termine impiegato in tale situazione è « falso positivo ». Su cento donne diagnosticate, quattro faranno questa esperienza. Apparizione clinica di un cancro tra una mammografia di screening mammografico e l’altraPuò capitare che il cancro del seno sfugga alla mammografia di screening. Tale situazione, molto rara, si verifica in tre casi:
SovradiagnosiUn determinato numero di lesioni cancerose accertate ad uno stadio molto precoce, vale a dire localizzate (in particolare il cancro in situ), non evolvono in un cancro invasivo. Attualmente non è possibile predire formalmente quali sono i tumori in situ che rimarranno asintomatici (non evolutivi) in tale stadio. Di fronte a una situazione del genere i medici optano per la prudenza e agiscono come se tutti i tumori in situ dovessero diventare invasivi. L’obiettivo attuale dei ricercatori è di determinare i fattori che permetteranno di distinguere i tumori potenzialmente «aggressivi», che occorre operare subito, da quelli che rimarranno «tranquilli» e che necessitano solo un’attenta sorveglianza. Il bilancio complementare dopo una mammografiaDi che si tratta?La mammografia di screening ha evidenziato un’ immagine equivoca, vale a dire una particolarità del tessuto mammario che non può essere classificata a priori come normale, e deve pertanto condurre alla realizzazione di un bilancio complementare. In effetti, il seno è un organo complesso in cui possono prodursi diversi eventi, sia fisiologici, sia legati a una malattia benigna o maligna. Tali eventi possono comportare una grande varietà di modificazioni profonde della ghiandola mammaria, fonti di immagini equivoche: insorgenza di calcificazioni di piccola o grande dimensione, di opacità o di irregolarità nella struttura della ghiandola. In nove casi su dieci la diagnosi sarà benigna. Quali sono gli esami complementari?Allorché viene rilevata un’anomalia sulla mammografia di base (2 lastre radiografiche per seno), sono necessarie delle indagini complementari per fare una diagnosi:
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