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B

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Biopsia chirurgica:
Operazione che permette di asportare tutta la zona sospetta, associata a un esame microscopico.

 

Braccio grosso (o linfoedema del braccio):
Fenomeno divenuto raro, che può apparire in seguito a un’ablazione ganglionare o a una radioterapia, quando la linfa non circola più normalmente in assenza di gangli linfatici. Il liquido si accumula nei tessuti e fa gonfiare la pelle: nella mano, nell’avambraccio o in tutto il braccio appare un edema. Oggigiorno le tecniche operatorie e la cinesiterapia permettono di evitarne la formazione nella maggior parte dei casi; è pure possibile limitare i rischi adottando determinate precauzioni (evitare calore e ferite, disinfettare bene una piaga, ecc.).

 

C

Canali galattofori:
Canali che vanno dai lobuli alla mammella. E’ attraverso questi canali che passa il latte quando la donna allatta. Si tratta di una fitta rete di canalicoli che si riuniscono in rami e poi in tronchi; ogni tronco sbocca nel capezzolo.

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Cancro d’intervallo:
Cancro del seno che insorge meno di due anni dopo una mammografia che non ha rivelato nulla di anormale. Esso viene scoperto dalla paziente o dal medico all’atto di una visita (vedi falso negativo).

 

Cancro in situ:
Cancro in uno stadio iniziale del suo sviluppo, limitato nel punto in cui è insorto. Trattandosi di cancro al seno, esso è generalmente situato nei canali galattofori.

 

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Cancro invasivo:
Cancro le cui cellule tumorali sono infiltrate nel tessuto che avvolge i canali galattofori e i lobuli del seno.

 

Cancro occulto:
Cancro del seno che non si manifesta con nessun segno radiologico e rimane invisibile alla mammografia.

 

Chemioterapia:
Trattamento di tumori mirante a distruggere le cellule cancerose. I farmaci utilizzati hanno la proprietà di bloccare la formazione, il funzionamento o la moltiplicazione delle cellule.

 

Ciste:
Cavità anormale riempita di liquido o di semiliquido, generalmente di natura benigna (non cancerosa). Essa non costituisce pertanto un fattore di rischio di cancro del seno. Se il liquido s’accumula si può sentire una massa fluttuante, ovale o rotonda, che si sposta facilmente sotto la pressione delle dita. La ciste tende a diventare dura e sensibile prima delle mestruazioni.

 

savoir_1 Complemento alla mammografia:
Lastra radiografica complementare realizzata per distinguere meglio l’anomalia rilevata alla mammografia, per localizzarla e precisarne l’origine.

 

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D

Densità mammaria:
Caratteristica del seno determinata dalla sua composizione (quantità di tessuto adiposo, ghiandolare, fibroso). La densità del seno è influenzata dall’età, dalla genetica, dal ciclo ormonale e dai trattamenti ormonali. Alla radiografia, più i seni sono densi più essi appaiono bianchi, rendendo più delicata la lettura. In menopausa i seni diventano meno densi.

 

Diagnosi precoce:
Provvedimento atto a scoprire un tumore nella fase initiale del suo sviluppo, allorché è ancora molto piccolo.

 

E

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Ecografia:
Esame che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare le strutture dei tessuti che si trovano nel corpo. E’ molto efficace per determinare la natura, liquida o solida, dei noduli palpati o scoperti all’atto della mammografia. L’ecografia completa e precisa, senza sostituirle, le immagini ottenute dalla mammografia. L’ecografia può scoprire un cancro occulto alla mammografia.

 

F

Falso negativo:
Risultato negativo della mammografia di screening, che si rivela in seguito errato. La paziente o il suo medico scopre un tumore al seno palpabile, mentre la mammografia più recente (meno di due anni) non ha rivelato nulla di anormale (cancro d’intervallo). Riesaminando la mammografia di screening si può giungere ad una delle due conclusioni seguenti: la mammografia non ha effettivamente rivelato dei segni allarmanti (cancro occulto) oppure sulla stessa non è stato rilevato un segno che avrebbe potuto indicare la presenza di un tumore.

 

Falso positivo:
Sul 5-7% delle mammografie di screening i radiologi giungono alla conclusione che si tratta di un’anomalia (esame positivo). Se le indagini praticate in seguito all’individuazione rivelano che tale anomalia non corrisponde a un cancro, ciò che capita 9 volte su 10, il risultato della mammografia di screening è reputato falso positivo. Tale fenomeno è inevitabile, poiché i segni d’allerta sono poco specifici, ma con la formazione e l’esperienza di cui dispongono i radiologi cercano di mantenerlo al tasso più basso possibile.

 

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Fibroadenoma:
Tumore benigno del seno che colpisce in particolare le donne tra i 20 e 30 anni, e può interessare sino al 20% di loro. Esso è sovente inaccertabile, ma può essere talvolta scoperto dalla donna all’atto dell’autopalpazione dei seni. Si tratta di un nodulo sferico, mobile, duro, indolore e di varie dimensioni (da 1 a più di 5 centimetri).

 

G

Ganglio linfatico o linfonodo:
Piccolo organo del sistema linfatico ove sono concentrate le cellule che combattono le malattie. Esistono gruppi di gangli (o catene ganglionari) nella nuca, nel collo, nelle ascelle e nell’inguine, anche in profondità lungo la colonna vertebrale.

 

Ganglio metastatico:
Ganglio contenente delle cellule cancerose. Allorché il cancro del seno si propaga, ciò avviene soprattutto attraverso i gangli più vicini, quelli dell’ascella o gangli ascellari. La quantità di gangli metastatici è determinante per la prognosi e le modalità di trattamento del cancro.

 

Ganglio sentinella:
Primo relais ganglionare a ricevere la linfa di un tumore e quindi quello che ha la maggior possibilità di ricevere le metastasi se il cancro si propaga. Esso è situato nel seno, nella sua parte superiore. Prelevato durante l’intervento chirurgico, viene immediatamente analizzato. Se non contiene cellule cancerose, gli altri gangli non vengono toccati. Nel caso contrario, si procede a uno svuotamento ascellare per valutare il numero dei gangli invasi.

 

H

HER:
Abbreviazione del nome della proteina “herceptin”. Tale proteina si fissa sui recettori che si trovano sulla superficie delle cellule tumorali di determinati tumori del seno (nel 20 - 30 % dei casi). Le cellule tumorali contenenti un gran numero di recettori HER tendono a moltiplicarsi più rapidamente. Tale fenomeno ha permesso di mettere a punto un trattamento specifico sotto forma di anticorpi che si fissano sul recettore per sostituirsi alla proteina “herceptin” e quindi limitare la crescita del tumore.

 

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I

Iperplasia atipica:
Modificazione contemporanea dell’architettura e della struttura di determinate cellule della ghiandola mammaria. Gli strati cellulari all’interno dei canali galattofori diventano più numerosi e possono presentare delle modificazioni per quanto riguarda la forma dei nuclei cellulari. In una zona d’iperplasia atipica il rischio di formazione di un cancro è leggermente aumentato.

 

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IRM o mappatura di risonanza magnetica:
Tecnica molto sofisticata che permette di realizzare delle immagini del corpo umano, che aiuteranno poi il medico a fare una diagnosi. L’IRM non sostituisce le altre tecniche fondate su delle immagini, ma le completa. Tecnicamente le immagini sono ottenute grazie a un campo magnetico prodotto da una calamita (senza raggi X), in cui passano le onde che fanno «risuonare» gli atomi d’idrogeno del corpo. Il medico interpreta un’immagine numerica realizzata mediante un sistema informatico in funzione di dati rinviati dall’organismo.

 

L

Lobuli:
Alveoli situati all’origine dei canali galattofori. I lobuli secernono il latte e i canali lo trasportano.

 

M

Macrobiopsia o biopsia con mammotomo:
Prelievo di frammenti multipli di tessuto mammario in anestesia locale (se la zona è di piccola dimensione, la si preleva completamente).

 

Mammografia analogica:
Esame radiologico che permette di visualizzare ogni mammella su una radiografia classica, sviluppata mediante immersione in bagni di agenti rivelatori e fissatori.

 

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Mammografia numerica:
La mappatura numerica sostituisce progressivamente la radiologia analogica e permette di eseguire una radiografia, nonché di visualizzarla su uno schermo. In seguito, l’immagine può essere registrata su un supporto numerico (cd, dvd), ma anche riprodotta su un supporto pellicolare come una radiografia classica.

 

Mammotomo:
Metodo di prelievo tissutale che utilizza il vuoto (aspirazione per depressione) e un ago cavo di 3 mm, munito di un coltellino cilindrico rotativo (macrobiopsia). Tale sistema permette di prelevare senza interruzione parecchi campioni di tessuto con una sola punzione. L’intervento è praticato in consultazione esterna, in anestesia locale. L’azione dell’ago è guidata mediante ecografia o stereotassia (sistema che permette di determinare la posizione di una lesione in uno spazio tridimensionale).

 

Mastectomia:
Asportazione chirurgica totale della mammella. Ampiamente praticata in passato per il trattamento del cancro del seno, essa è divenuta molto più rara, visto che le si preferisce la tumorectomia. La decisione di dover togliere tutto il seno dipende dall’ampiezza del tumore, dalla sua situazione nel seno o dalla presenza di parecchi focolai tumorali.

 

Mastodinia:
Sensazione di tensione dolorosa in entrambi i seni.

 

Metastasi:
Sviluppo di un’affezione o di cellule – in caso di cancro – a distanza dal luogo in cui si è inizialmente sviluppata la malattia. A partire da un determinato stadio di sviluppo le cellule cancerose possono spostarsi nel corpo attraverso i vasi sanguigni o linfatici e creare altri siti cancerosi.

 

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savoir_6 Microbiopsia con l’ago:
Prelievo di piccoli frammenti della ghiandola mammaria (campioni dell’area sospetta), in anestesia locale.

 

N

Nodulo:
Formazione anormale, di forma tondeggiante, palpabile sotto la superficie cutanea. In radiologia, trattasi di un’immagine bianca, di forma più o meno rotonda, dai contorni ben delimitati e dal diametro di 1 - 2 centimetri.

 

O

Ormonoterapia:
Certi tipi di tumori al seno crescono consecutivamente alla circolazione naturale degli ormoni nel corpo. L’ormonoterapia è un trattamento medicamentoso il cui obiettivo è di sopprimere gli effetti di un ormone a cui il tumore è sensibile.

 

P

savoir_5 Prelievo citologico agoaspirato:
Prelievo (punzione) effettuato per mezzo di un ago sottile per analizzare al microscopio le cellule ottenute.

 

Prelievo tessutale:
Prelievo per l’ottenimento di un po’ di tessuto da analizzare al microscopio (istologia) per determinare se si è in presenza o no di un cancro. Esistono tre tipi principali di prelievi istologici: la microbiopsia, la macrobiopsia e la biopsia chirurgica. La microbiopsia (prelievo di un frammento di piccolo calibro) e la macrobiopsia (prelievo di un frammento di più grosso calibro) sono sovente praticate da un medico radiologo che utilizza l’ecografia o la mammografia per guidare l’ago nel tumore. Esse sono eseguite in anestesia locale, senza ricovero. La biopsia chirurgica, sempre più rara, consiste in un intervento, in anestesia generale, per prelevare chirurgicamente del tessuto.

 

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Prognosi:
Stima concernente l’evoluzione e l’esito della malattia; possibilità di guarigione, rischio di recidiva e di metastasi. Per procedere alla valutazione dei rischi vengono combinati diversi fattori: il tipo di tumore, lo stadio precoce o avanzato del cancro all’inizio del trattamento. Essi indicano un «profilo prognostico» che contribuisce a proporre e scegliere il trattamento più appropriato.

 

R

Radioterapia:
Trattamento che fa capo alle radiazioni per distruggere le cellule cancerose bloccando la loro capacità di moltiplicarsi. La radiazione ha lo scopo di distruggere tutte le cellule tumorali risparmiando per quanto possibile i tessuti sani.

 

Recettori ormonali:
Molecole (proteine) recettrici situate sulle membrane delle cellule, che permettono a quest’ultime di rilevare la presenza di ormoni trasportati dalla circolazione sanguigna o prodotti dall’ambiente. I recettori ormonali controllano la proliferazione cellulare di determinati tumori, trattati con l’ormonoterapia.

 

S

Scintigrafia:
Metodo d’esplorazione medica in cui si inietta una sostanza leggermente radioattiva (il tracciante), che si fissa nell’organo da esaminare. Un apparecchio permette in seguito di ottenere delle immagini dell’organo e mostra, per esempio, la presenza di eventuali metastasi.

 

Sistema linfatico:
Sistema che interviene nel processo di difesa dell’organismo (difesa immunitaria). All’interno dei vasi linfatici circola un liquido, la linfa che, come il sangue, percorre tutto l’organismo. Uno dei ruoli del sistema linfatico è l’evacuazione dei residui cellulari e il trasporto verso i gangli dei virus e microbi ove attivano il sistema immunitario. La linfa può trasportare delle cellule cancerose a distanza del tumore primitivo, provocando l’insorgere di metastasi.

 

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Stadio precoce:
Stadio in cui il cancro esiste, ma non si è ancora manifestato clinicamente. La persona colpita non ha sintomi e il tumore non può essere percepito alla palpazione a causa della sua piccola dimensione.

 

Svuotamento ascellare o ganglionare:
Intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di tutta o di una parte dei gangli linfatici dell’ascella in prossimità del seno in cui è stato scoperto un tumore, ciò al fine di determinare se contengono delle metastasi. Trattasi di un atto diagnostico e in pari tempo terapeutico.
Scopo diagnostico: la presenza di cellule cancerose nei gangli significa che il cancro ha già iniziato a migrare. E’ il fattore più importante per determinare la gravità della malattia e la necessità di procedere o no a una chemioterapia.
Scopo terapeutico: se ci sono delle metastasi nei gangli, esse vengono asportate all’atto dell’intervento operativo.

 

T

Tumore:
Gonfiore anormale che appare in un organo. Esistono due tipi di tumori, quelli benigni e quelli maligni. I tumori benigni, più frequenti, restano generalmente localizzati. I tumori maligni, denominati anche cancro, possono invadere altri tessuti e generare delle metastasi a distanza.

 

Tumorectomia:
Operazione che consiste nell’asportazione di una zona del seno in cui si è sviluppato il tumore.